2026 01 27 Fotografie multilayer


In un mondo che va sempre piu veloce in cui ormai facciamo quasi fatica a stargli dietro, noi andiamo controcorrente. 

Il controcorrente oggi lo rappresentiamo con le fotografie multilayer.

Ma cosa sono?

Le fotografie multi layer sono quelle fotografie che in un’unica immagine contengono due o tre fotografie complete, rappresentando un approccio più maturo e concettuale alla composizione visiva. Sono fotografie che non basta guardarle, vanno lette.

Chiedono tempo. 

Non si consumano in uno sguardo rapido, perché lo sguardo è continuamente portato a spostarsi, a scendere in profondità, a tornare indietro. È una fotografia che resiste alla velocità, che si oppone allo scorrimento distratto.

Prendiamo come esempio questa fotografia

Questa fotografia e stata scattata in un mercato nel quartiere di Zaachila nello stato di Oaxaca, Mexico.

Se provassimo a scomporla seguendo le linee potremmo ricavarne 3 fotografie a sé stanti, capaci di vivere in autonomia.

Osserviamo il soggetto che versa la bevanda al centro della fotografia.

È congelato nel momento in cui sta già versando la bevanda nel bicchiere ma la bevanda non ha ancora toccato il fondo del bicchiere. 

Appare quasi come un onda del mare.

Queste composizioni sono molto difficili da ottenere nella fotografia di strada, basti pensare a quanti elementi e soggetti si sono perfettamente allineati per rendere possibile questa fotografia per esempio.

Un solo soggetto che si sposta di 1 metro oppure uno che cambia direzione o si ferma all'improvviso e la foto non sarebbe cosi com'è. Il tempismo di scatto e il posizionamento del fotografo giocano anch'essi un ruolo fondamentale.

Posizionarsi un metro più a destra o a sinistra cosi come scattare un secondo prima o un secondo dopo avrebbe comportato una foto diversa.

Considerando tutte le variabili in gioco, sorge spontanea una domanda: cambiandone anche solo una, avrei potuto ottenere una foto migliore o peggiore?

Forse sì.. forse no.. Ma questa è l’unica che poteva esistere in quell’istante.

Testo e fotografie di Alessandro Bocchi


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