Gianni Ranuio
Nato a Cosenza nel 1975, fin da bambino, dopo la visione della “scatola magica” del padre — una reflex Fujifilm — rimase colpito da un ricordo indelebile.
La sua prima macchina fotografica fu una Olympus automatica, regalo dei genitori, con la quale iniziò a muovere i primi passi nella fotografia.
In seguito arrivarono altre fotocamere e l’interesse rimase costante, ma è nel 2011 che decise di trasformare la passione in qualcosa di più profondo e pervasivo, capace di coinvolgere la sua vita, il suo modo di osservare il mondo e di esprimersi.
Il passaggio al sistema reflex, con la prima Nikon D7000, lo studio da autodidatta affiancato inizialmente da workshop, portarono a un interesse per il paesaggio e la macrofotografia. Tuttavia, alcuni anni fa è emerso un interesse latente, già presente in alcune fotografie di viaggi e contesti familiari: la passione per la città, le persone, la società e il reportage, probabilmente influenzata anche dagli studi in ambito economico e sociologico.
Aver vissuto in contesti diversi come Milano e il suo hinterland, la Calabria e la Liguria, gli ha permesso di sviluppare differenti approcci allo stile di vita e al rapporto con la società contemporanea.
Attualmente il suo principale interesse fotografico è rivolto alla street photography classica e al reportage/documentazione dei luoghi quotidiani, non necessariamente in paesi esotici, come estensione del proprio modo di vivere. In seconda istanza si dedica al paesaggio classico e alla macrofotografia, intesi come una “traslitterazione” visiva, nella natura, del paesaggio urbano e del microcosmo umano.
@granuio